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Lingua italiana
Importanza della lingua madre.
Nella maggior parte dei casi di matrimoni misti, cioè
fra persone con lingue e culture differenti, sembra
essere scontato trasmettere i due idiomi ai figli, anche
se questo fatto, di per sè naturale, rappresenta invece
una decisione importante che comporterà notevoli
cambiamenti nella loro vita coniugale e in quella dei
loro bambini. La stessa naturalezza nello scegliere
un’educazione bilingue si ha quando una famiglia emigra
in un paese straniero dove si parla un idioma differente
da quello usato in casa. In queste situazioni, è
opportuno che i genitori imparino la nuova lingua, pur
mantenendo nell’ambito familiare la loro lingua madre,
ma ancor più importante è che i figli la imparino,
affinchè possano avere una buona educazione ed una
soddisfacente integrazione sociale. Ciò però non
dovrebbe andare a discapito della lingua familiare, in
quanto essa è il mezzo attraverso la quale il bambino
manterrà la sua cultura e gli darà inoltre la
possibilità di tenere contatti con parenti e amici
lontani. Insegnare ai propri figli due lingue sin dalla
nascita richiederà un’attenzione ed una costanza non
indifferente, ma questa situazione, che sarà subita al
principio incosciamente dai piccoli, non solo darà loro
la fortuna di crescere parlando due lingue, ma il tutto
influirà in modo positivamente considerevole sullo
sviluppo della loro identità, della loro educazione ed
del loro modo di pensare. Inoltre, senza ombra di
dubbio, ciò che muove in primis i genitori ad
insegnare il proprio idioma ai figli è l’istintiva
necessità che la maggior parte delle persone ha di dover
necessariamente usare la propria madrelingua per potersi
esprimere in maniera completa e libera con i bambini,
sentendosi così spontanei e naturali. L’abilità di poter
parlare con ognuno dei genitori il relativo idioma
renderà il rapporto madre o padre/figlio molto più
intimo e profondo. Alcune persone infatti sentono come
difficilissima o addirittura inattuabile la possibilità
di esprimersi pienamente in una lingua che non è la
madrelingua.
Ed ancora, riguardo la discussione sull’importanza di
trasmettere in maniera opportuna due lingue ad un
bambino, Cummins ha proposto la metafora di un Think
Tank, proprio del bilingue, che contiene insieme le
abilità linguistiche sia delle prima che della seconda
lingua e che ne regola il funzionamento di entrambe.
Secondo Cummins infatti, ognuno dei due idiomi contenuto
nell’unico magazzino mentale, mantiene separatamente le
proprie caratteristiche linguistiche, ma si fonda sulla
medesima competenza intellettuale che sta alla base
della ricezione e della produzione di entrambe le
lingue. Tale magazzino unico facilita il trasferimento
di abilità da un idoma all’altro e per di più incentiva
anche lo sviluppo di tutte e due le lingue, contribuendo
ad arricchire le risorse personali dell’individuo.
Tuttavia però, se un bambino viene forzato ad usare
solamente la lingua più debole, ad esempio la lingua del
paese ospitante che non è ancora ben conosciuta, egli
potrà riscontrare problemi nel comprendere cosa gli
viene insegnato e ciò potrebbe condurre ad una
retrocessione nello sviluppo del think tank e
conseguentemente ad una perdita delle abilità in
entrambe le lingue. Questo aiuta a spiegare perché con
una buona educazione bilingue, i bambini riescano a
trasferire le conoscenze che hanno nella loro lingua
maggioritaria in una seconda lingua. Se invece al
contrario un bambino viene costretto a studiare in una
lingua che meno conosce rispetto la propria lingua
madre, il suo rendimento scolastico sarà minore rispetto
a quello dei suoi coetanei monolingui, in quanto non ha
la stessa capacità di comprensione ed espressione che ha
nella lingua che parla meglio. Tutto ciò è per
chiarificare ancora una volta l’importanza del
mantenimento e dello sviluppo della lingua madre.
Qual’è il ruolo dell’insegnante di lingua madre?
Per far sì che un bambino raggiunga un buon livello di
bilinguismo, egli avrà bisogno di moltissime condizioni
favorevoli e continui stimoli linguistici in entrambe le
lingue. Quindi sarà opportuno che accanto
all’insegnamento dato dai genitori si affianchi quello
di un maestro di lingua vero e proprio. È molto
importante che i bambini imparino a leggere e scrivere
in entrambe le lingue, altrimenti si corre il rischio
che tendano a considerare come inferiore la lingua che
sono capaci solo di parlare, rispetto a quella che usano
a scuola svolgendoci tutte le attività. Attraverso la
lettura inoltre si andrà ad accrescere il numero di
vocaboli conosciuti, poiché ovviamente in libri e
giornalini si incontreranno nuove parole non ancora mai
ascoltate a casa. Oltre a ciò i bambini inizieranno ad
imparare a conoscere anche le espressioni formali e
poetiche della lingua, che altrimenti difficilmente
sarebbero incontrate apprendendo solo la forma
abitualmente usata e cioè quella colloquiale.
Il compito quindi dell’insegnate di lingua madre è
quello di avvalorare la lingua materna, di apportarla ad
un livello un po’ più formale, di far scoprire ai
bambini l’imprtanza ed il valore del suo studio.
Inoltre, nel caso in cui i figli di famiglie immigrate
si trovino in situazioni di difficoltà scolastiche
dovute a carenze linguistiche, l’insegnante madrelingua
offrirà il suo aiuto all’alunno al fine di un’ottima
comprensione e con essa anche una buona integrazione
sociale. Infatti l’insegnante sarà anche un
intermediario culturale, affinché il bambino abbia un
completo inserimento nella comunità ospitante e, allo
stesso tempo, non dimentichi le sue origini, la lingua
della sua famiglia, le tradizioni e tutto ciò che sia
correlato al paese di provenienza suo o a volte solo dei
suoi genitori. Oltre a ciò l’insegnante potrà altresí
aiutare i genitori a comunicare con i maestri della
scuola, oppure chiarificare metodi o opinioni difficili
da comprendere per il padre e la madre, essendo questi
diversi da quelli del proprio paese d’origine. Al
contrario, infine, l’isegnante di madrelingua potrà
anche essere utile per spiegare ai maestri locali
determinati comportamenti dell’alunno dovuti alla
cultura familiare. |